sabato 3 aprile 2010

I risultati elettorali della Federazione delle Sinistre

I risultati delle elezioni regionali confermano la situazione di difficoltà della sinistra alternativa. Ancora non è stata superata la crisi profonda causata dalla sconfitta della sinistra arcobaleno nelle ultime elezioni politiche con l'esclusione dal parlamento.
Il confronto tra i dati delle regionali e delle europee è relativamente omogeneo in quanto già in occasione del voto del 2009 si presentavano in competizione l'aggregazione di Rifondazione, PdCI e altri gruppi minori da un lato e il raggruppamento tra scissionisti del PRC e fuoriusciti dai DS. Nel primo caso è stata formalizzata la costituzione della Federazione delle Sinistre, mentre nel secondo Sinistra, Ecologia e Libertà si presenta come una realtà più omogenea avendo perso per strada i socialisti e parte dei verdi.
In questo post metto l'attenzione sui dati della Federazione della Sinistra nelle singole regioni e sul confronto con le percentuali del voto europeo. Vorrei poi affrontare successivamente l'analisi dei dati di Sinistra ecologia e libertà e delle altre forze del centro-sinistra.
Il confronto percentuale sottovaluta necessariamente un altro dato che ha una notevole rilevanza: il forte calo della partecipazione al voto, che sembra aver colpito tutte le forze politiche comprese quelle della sinistra alternativa. Va sottolineato che anche quando il raffronto percentuale è favorevole, il numero effettivo dei voti è in calo.
Le Regioni che vanno meglio sono quelle dell'Italia centrale con una tradizione "rossa" molto forte.
In Toscana la Federazione (però qui alleata ai Verdi) ottiene il 5,3% e in Umbria il 6,2%.
Le regioni che superano il 3% oltre alle due citate sono: la Liguria con il 3,9%, le Marche con il 3,9%, la Calabria con il 4,0%, la Puglia (anche qui con i Verdi) con il 3,3%.
Sono sotto il 2,0%, il Veneto con l'1,6% e la Campania con l'1,6%.
In 3 regioni la Federazione non si è presentata in alleanza con il centrosinistra: le Marche, la Lombardia e la Campania. In Lombardia e Campania la sconfitta è secca, con il 2,0% nella prima e l'1,6% nella seconda. Relativamente migliore il risultato nelle Marche dove si registra una tenuta e dove la Federazione si presentava alleata con SeL.
In queste tre regioni la Federazione arretra rispetto alle europee. In Lombardia -0,7%, in Campania -2,2%, nelle Marche -0,3%. Disastroso il dato campano e ci si può chiedere se non sia stato un errore piuttosto grossolano candidare il segretario di Rifondazione che peraltro è piemontese. Il risultato migliore si ottiene nelle Marche dove il candidato presidente era direttamente espressione di radicamento territoriale e di capacità amministrativa, essendo un ex presidente provinciale.
Tra le altre 10 regioni, la Federazione aumenta la propria percentuale rispetto alle europee solo in Umbria con un +0,7% e in Toscana + 0,2% (ma con i Verdi). In due regioni è stabile sulla stessa percentuale dell'anno scorso: in Liguria con il 3,9% e in Puglia con il 3,3% (ma anche qui con i Verdi). Restano 7 regioni nelle quali c'è un calo di dimensioni molto diversificate. Il calo è pari o superiore all' 1% in Lazio con - 1%, in Basilicata con -2,3%, in Calabria con -2,7%.
Arretramenti più contenuti si registrano in Emilia-Romagna -0,3%, Piemonte -0,7%, Veneto -0,2%.
Nel valutare i fattori che hanno prodotto questi risultati occorre integrare sia cause nazionali che locali. Ma su questo conto di tornare in interventi successivi.

Ps. Va precisato che il dato della Basilicata è condizionato negativamente dalla mancata presentazione della lista nella provincia di Matera. A Potenza dove la lista era presente l'arretramento è stato dell1,6%.

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