La telenovela sul futuro di Liberazione non è ancora finita, anzi promette nuove puntate. L'entrata in campo di Luca Bonaccorsi, vicino al discusso psichiatra Massimo Fagioli, come possibile compratore-editore del giornale di Rifondazione Comunista ha aperto un nuovo fronte di discussione. Ora il Prc non è più accusato solo di voler rifare la Pravda, ma anche di voler dare il quotidiano in mano ad un gruppo, i seguaci di Fagioli, considerato omofobo, in quanto ritiene l'omosessualità una malattia.
Se così fosse l'accusa rivolta a Fagioli - ma non necessariamente trasferibile anche a Bonaccorsi - non sarebbe del tutto infondata. E' anche vero che la frequentazione o la simpatia per Fagioli non implica automaticamente che si diventi omofobi, visto i legami noti dello psichiatria (o quel che è) con Bertinotti. Tanto è vero che l'ex leader di Rifondazione aprì una campagna elettorale - quella delle primarie dell'Ulivo credo - proprio nella libreria dei "fagiolini". La frequentazione che era consentita a Bertinotti fa scandalo se messa in atto da Ferrero e nemmeno con lo stesso Fagioli, ma solo con un suo possibile simpatizzante. Ma i "sepolcri imbiancati" sono una merce abbondante in tutti gli ambienti.
Tutto questo consente a Sansonetti e ai suoi difensori di confondere le acque su quello che è il vero tema della discussione: ovvero se si possa utilizzare il quotidiano di un Partito, quindi ricevendone i soldi, sia quelli escono direttamente dalle sue casse (e sono un bel pacco di milioni), sia quelli indiretti percepiti dallo Stato in quanto organo di partito, per sostenere la liquidazione del Partito stesso. Sansonetti utilizza il giornale come una clava contro la maggioranza uscita dal congresso di Chianciano.
Finora non mi pare però che attorno alla direzione di Liberazione ci sia stato un significativo movimento di solidarietà. L'unico laudatore del giornale è lo stesso Sansonetti. Poi ci sono i redattori d'area vendoliana, i collaboratori che vedono il PRC come il fumo negli occhi (tranne quando paga il conto che gli consente di pubblicare i loro articoli), l'ala più oltranzista dei vendoliani che non ha ancora elaborato il lutto della sconfitta subita al congresso(tra cui l'Elettra Deiana che ha dichiarato di non riconoscere Ferrero come segretario del Partito e che mi ha dato lo spunto per il titolo di questo post).
Il giornale aveva aperto una pagina nella quale doveva far esprimere la solidarietà popolare a favore di Sansonetti. Pagina che è stata chiusa quasi subito. A differenza del Manifesto non ha lanciato una sottoscrizione dove poter verificare l'effettivo interesse di un pezzo di sinistra a continuare a far vivere il giornale, e se lo avesse fatto probabilmente avrebbe incassato ben pochi soldi.
Il vero nocciolo politico della "battaglia di Liberazione", a parte l'ego ipertrofico del direttore e la difesa dello spazio ottenuto da alcune nicchie politico-intellettuali (area di provenienza autonomia operaia e/o gruppi terroristi anni '70, pezzi del movimento LBGTQ che mi sembrano abbastanza autoreferenziali, e poco altro) mi pare stia nel fatto che senza la residua postazione del giornale, l'area vendoliana rischia di svanire nel nulla.
E' evidente l'assenza di una strategia chiara della componente che ha sostenuto la candidatura di Vendola a Segretario. Il sito di Rifondazione per la Sinistra dà più l'immagine di un gruppo in disarmo che non di fase costituente. Gli interventi di Vendola risultano troppo fumosi per dare una linea comprensibile. E' dovuto intervenire Bertinotti con le sue 15 tesi, ma ha ottenuto due risultati: di aprire una divaricazione con la Sinistra Democratica (che un'idea abbastanza chiara del che fare ce l'ha) e di impostare una scissione al rallentatore che rischia di sfiancare le sue truppe.
Liberazione in mano a Sansonetti non aiuterà il processo costituente, perché il giornale è tanto lontano dal sentire comune della maggioranza di Rifondazione, quanto lo è da Sinistra Democratica e dagli altri soggetti interessati al nuovo partito della sinistra ed ha certamente contribuito a far perdere il congresso a Vendola. La sua funzione è però di dare un senso di precarietà e di provvisorietà alla nuova maggioranza uscita da Chianciano e di rendere più difficile il rilancio del PRC, già difficile di per sé. Per questo Sansonetti cercherà di far danno fino a che potrà.
Fuori come un balcone
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Adesso siamo sicuri che anche Erdogan è ‘fuori come un balcone’ !!! Quale
sarebbe il modello turco da seguire? Quello che fracassa la gente in
piazza? P...
2 settimane fa


